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<<< Il Tanturri
tre anni dopo ripubblicò, in parte, la descrizione (9.In
POLIORAMA PITTORESCO, an. XVI, 1855-56, Napoli, p. 201,) ma questa
volta corredando lo scritto con una preziosissima illustrazione (Fig. 2)
che coglie un momento della lenta trasformazione subita dal copricapo,
dove non è più un turbante e neppure ancora l’attuale cappellitto. Le
tre donne ivi raffigurate, hanno le trecce ben visibili avvolte in lacci; e altro importantissimo rilievo che ci viene dato di notare,
è che il cappellitto non ha ancora le due punte e la linea piatta che ora
si dà alla parte anteriore; ma è ancora tondeggiante e non ha più le
due code come appariva qualche decennio prima, ma una sola che non
oltrepassa la lunghezza del collo. La coda non è formata dal violitto,
e in ciò sta principalmente l’innovazione ma dal fasciaituro, cosa che tolse al copricapo la forma nettamente orientale
che formava la prerogativa di quello antico. Ci si affaccia, a questo punto, un
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